lingua italiana   lingua inglese    
una paziente prima dell'intervento
una paziente dopo l'intervento

Prima e dopo...
Una galleria di immagini che mostrano i risultati dei nostri interventi di chirurgia plastica ed estetica [guarda]

Dottor Giuseppe Gensini

specialista in chirurgia plastica ed estetica

Benvenuti. Questo sito web offre una presentazione del profilo e dell'opera professionale del Dottor Giuseppe Gensini, nonchè una panoramica chiara ed esaustiva dei principali interventi da lui operati

Interventi: mastopessi

loc./sed.
2
7 gg
60-150 min

In generale

La mastopessi, più comunemente nota come lifting del seno, è un intervento molto richiesto in chirurgia estetica.
La mastopessi consente di risollevare e rimodellare un seno cadente o di ridurre e modificare la forma e le dimensioni dell'areola.

Le indicazioni

Le donne che richiedono questo tipo di intervento sono soprattutto quelle il cui seno ha perso la forma e il volume originari per effetto di vari fattori tra i quali la gravidanza, l'allattamento, la forza di gravità e l'invecchiamento.
Il lifting del seno è particolarmente indicato per donne con seni piccoli e cadenti perch? nel caso di seni molto abbondanti il risultato estetico ottenuto può venire successivamente compromesso dagli effetti della gravità.
Se il seno però è troppo svuotato non basta la mastopessi; va abbinata anche l'inserimento della protesi mammaria.
Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento, ma è preferibile aspettare il completo sviluppo del seno e rimandare l'intervento nelle donne che stiano pianificando future gravidanze in quanto la gravidanza provoca uno stiramento della cute che potrebbe vanificare i risultati ottenuti.
La mastopessi può essere eseguita da sola o in associazione ad altre tecniche chirurgiche quali la MASTOPLASTICA ADDITIVA, la MASTOPLASTICA RIDUTTIVA o altri interventi di chirurgia estetica.

I rischi e le complicanze

Non è un intervento complesso , ma bisogna sempre valutare il tipo di cute e di tessuto ghiandolare perchè il risultato è legato anche a questi fattori.
Una delle complicanze più frequenti è l'ipertrofia cicatriziale: essa può dipendere dalla eccessiva trazione esercitata dal chirurgo sui tessuti cutanei o da una predisposizione costituzionale della paziente.
Io sostengo che il chirurgo deve essere anche un pò fortunato ma che il chirurgo più bravo è quello che, a parità di intervento, fa cicatrici minori!

La visita pre-operatoria

La mastopessi è un intervento molto personalizzato che, come tale, necessita di un'accurata visita specialistica.
Durante la prima visita il chirurgo dovrà valutare le condizioni del vostro seno facendo le opportune misurazioni e illustrarvi la procedura chirurgica più adatta al vostro caso.
Il chirurgo dovrà inoltre valutare il vostro stato di salute per escludere alterazioni (quali pressione alta, problemi di coagulazione o di cicatrizzazione) che potrebbero influire sul risultato finale.
Prima dell'intervento riceverete istruzioni ben precise sull'alimentazione pre e post-operatoria, sull'assunzione di farmaci, alcool e sigarette.
Al termine della visita il chirurgo, d'accordo con voi, sceglierà la forma e la misura del seno più adatta alla vostra fisionomia e la procedura chirurgica più indicata al vostro caso.
Se il seno è piccolo e cadente ma non ha perso di volume può essere sufficiente procedere ad una mastopessi.
Se, invece, il seno cadente ha perso in tutto o in parte il suo volume o è molto grande, è consigliabile eseguire una mastopessi associata, rispettivamente, ad una mastoplastica additiva o riduttiva al fine di ridare forma, volume e compattezza al vostro seno.

Il tipo di anestesia

La mastopessi viene normalmente eseguita in anestesia generale e in regime di day-surgery.
Solo nei casi più estesi può essere necessario un ricovero in clinica per una o due notti.
Piccole mastopessi possono essere eseguite in anestesia locale con sedazione (ciò significa che sarete svegli ma rilassati e insensibili al dolore) in regime di day-hospital.

Le incisioni

Dipende dall' entità della ptosi e dal divario esistente tra contenitore (pelle) e contenuto (ghiandola).
Se il seno è rilassato e ptosico basta l' incisione o periareolare da sola (molto raramente) o abbinata ad una verticale che può variare in lunghezza dal margine inferiore dell'areola fino al solco.
Aumentando la ptosi o la quantità di pelle in eccesso, questa incisione verticale può raggiungere il solco e quindi deviare lateralmente (incisione a L).
Se il seno è ancora più rilasciato, può essere necessaria una verticale abbinata ad una corta orizzontale (incisione a piccola T).

La durata dell'intervento

L'intervento dura da un'ora e mezzo a circa tre ore, è assolutamente indolore e termina con una piccola medicazione e l'uso di un reggiseno.

Il decorso post operatorio

Nelle 48 ore successive all'intervento di mastopessi dovrete rimanere a riposo.
Nei primi due giorni potranno apparire gonfiore ed ecchimosi intorno alla regione trattata.
Molto raramente si possono verificare infezioni, sanguinamenti, cicatrici cheloidee e alterazioni della sensibilit? dell'areola e del capezzolo (soprattutto in pazienti fumatrici).
A partire dal terzo giorno potrete riprendere a svolgere una vita normale evitando però attività faticose, saune, bagni turchi e l'esposizione al sole.
Dopo 7-10 giorni potrete riprendere la vostra attività lavorativa se non eccessivamente faticosa. A tre settimane dall'intervento di mastopessi potrete riprendere progressivamente a svolgere tutte le normali attività compresa quella sportiva.

Il risultato estetico

Il risultato di un intervento di mastopessi è generalmente molto buono e duraturo ma non permanente, in quanto sar? sempre condizionato dal vostro stile di vita (aumento e perdite di peso, fumo, gravidanze, ecc.) e dagli inevitabili effetti della gravità e dell'invecchiamento.
E' molto importante, nella mastopessi, non solo asportare la cute in eccesso ma anche modellare ed ancorare il tessuto interno al piano muscolare.
Ciò si effettua con punti interni di ancoraggio che rimarranno all' interno senza creare alcun problema.
E' molto importante sapere di questo ancoraggio interno perchè nel decorso post operatorio più immediato (fino a due settimane circa dall'intervento) sono sconsigliate attività che comportano troppi sforzi con il muscolo gran pettorale che costituisce il piano di appoggio e di ancoraggio della ghiandola mammaria.
Se non si effettuasse questo ancoraggio, il compito di sostegno del seno nel decorso post operatorio e nei mesi successivi sarebbe solo a carico della cute esterna e i rischi di recidiva della ptosi aumenterebbe.
Oltre a ciò, un altro vantaggio che si ha effettuando l' ancoraggio interno è che, non gravando troppo sulle suture esterne il peso della ghiandola, le stesse suture, sono sottoposte a minor tensione e hanno più chance di portare ad una migliore cicatrizzazione.